Un cittadino denuncia: estenuante telefonata al 112 prima di ricevere i soccorsi

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Questa segnalazione è arrivata a www.costituzione32.it il 3 agosto; per motivi di privacy omettiamo il nome di chi scrive.

Buongiorno Sig.Zalukar se mi manda il suo numero di tel le faccio ascoltare la mia chiamata al 112 alle 5 del mattino mentre mia moglie stava soffocando e io mentre parlavo con l’operatore dovevo mantenere la calma per non mandare in panico mia moglie fine telefonata 20minuti di attesa ambulanza arrivo GIOVANNITTI SENZA MEDICO O RIANIMATORE MA SOLO A PERDERE ALTRO TEMPO ARRIVO A CATTINARA dopo 40minuti in codice giallo terapia intensiva e ricovero mi chiamo M.B. grazie

Non essendo possibile pubblicare la registrazione di una telefonata senza il consenso di tutti, quindi anche di NUE 112 e SORES 118, dobbiamo limitarci ad una descrizione sintetica.
 
Il Sig. M.B. ha subito detto di aver bisogno di un’ambulanza perché la moglie non respirava, fornendo via, numero civico, piano e nome. L’operatrice 112 ha richiesto la conferma dei dati forniti dal sig. M.B., quindi l’ha invitato a restare in linea. E’ iniziata la solita registrazione: “Servizio 112 prego rimanete in linea siete in attesa di essere collegati al servizio richiesto – please stand on the line”, ripetuta fino a che ha risposto l’infermiere della SORES 118. Intanto era passato 1 minuto. Il Sig. M.B. ha ripetuto che la moglie fa fatica a respirare, quindi l’infermiere ha cominciato una sequela di domande, da quando fa fatica a respirare, quanti anni ha, se è cosciente, se prende medicine, quali e quante medicine prende, quanta fatica fa a parlare, nel mentre il Sig. M.B. rispondeva a tono intercalando la preghiera di mandare subito qualcuno. Non ancora convinto l’infermiere ha preteso che la paziente venisse al telefono per sentire come stava respirando. Solo quando la paziente ansimando riesce a dire a malapena: “No rivo respirar per favor, go un tumor, la guardi la mia cartella, non rivo respirar” l’infermiere acconsente a mandare l’ambulanza, ma non prima di essersi fatto dare nome e cognome della moglie.
 
La chiamata è durata 2 minuti e 39 secondi.
 
All’ingresso in ospedale è stato accertato un versamento pleurico occupante l’intero emitorace destro in noto cancro del polmone. La paziente ha 45 anni.
 
Questo il fatto.
 
Doverose le considerazioni che seguono.
 
Balza subito agli occhi la lunghezza della telefonata: oltre 2 minuti e mezzo prima di poter avere il soccorso, di cui 1 minuto solo per dare l’indirizzo al NUE 112 prima di essere connessi al SORES 118. E qui si rileva l’incongruità di buona parte delle domande fatte dall’infermiere, risultando palesemente inutili a determinare la necessità o meno del soccorso e/o il grado di gravità e urgenza, che sono gli unici obiettivi a cui devono essere finalizzate le domande, perché domande superflue fanno perdere tempo che potrebbe essere prezioso.
In un contesto di emergenza-urgenza come questo appare senza senso la richiesta di sapere quali e quante medicine prendesse la paziente, senza nemmeno essersi informato di quali eventuali malattie soffrisse, inutile la richiesta di nome e cognome della paziente, per lo più velleitario cercare di capire come un paziente respira facendolo parlare al telefono.
In epoca antecedente la Centrale unica di Palmanova, quando funzionavano le Centrali 118 provinciali una chiamata come questa durava non più di 1 minuto.
 
Forse ancor più che dall’inutilità delle domande il Sig. M.B. è rimasto colpito dal tono di voce e dalla lentezza dell’infermiere, il cui atteggiamento sembrava distaccato e supponente.
 
Questo episodio aggiunge un ulteriore motivo di preoccupazione, in quanto diventa inevitabile chiedersi quali sono gli standard di preparazione e di esperienza, quindi di competenza specifica degli infermieri applicati alla SORES 118 di Palmanova.
 
Tutto quanto sopra esposto deriva dalla segnalazione di un cittadino, che unisce le sue impressioni a un dato oggettivamente riscontrabile, com’è una registrazione telefonica, per cui qualora gli operatori del 112 e 118 chiamati in causa non concordassero con le valutazioni espresse dal Sig. M.B. e dessero quindi un consenso formale a pubblicare la registrazione, quest’Associazione si impegna a farlo tempestivamente e con il massimo risalto.
 
Walter Zalukar
Presidente Associazione Costituzione 32
 

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