Elisoccorso FVG: tempi lunghi, efficacia tutta da provare

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Nella replica all’Assessore Riccardi dd 9 marzo avevo scritto che i dati relativi all’elisoccorso notturno forniti nell’audizione in 3° Commissione consigliare non sembravano convincenti e che quindi pareva opportuno un più approfondito esame.
 
Nel comunicato ufficiale della Regione dd 6.3.2019 relativamente all’elisoccorso notturno si legge:

<< La cura apportata in questi mesi alla gestione dell'emergenza Nue 112 e al servizio di elisoccorso ha sortito effetti positivi….. Riccardi ha chiarito che se si dovesse sostituire l'elisoccorso con una struttura a terra, i costi triplicherebbero, senza parlare dell'EFFICACIA dell'intervento dovuto al fatto che a bordo dell'apparecchio ci sono già anestesista e infermiere e viene di fatto ricreato un "piccolo ospedale" che presta le cure al paziente.>>

L’efficacia indica la capacità di produrre l’effetto e i risultati voluti o sperati.
 
In audizione sono stati indicati i tempi, in minuti, dell’elisoccorso notturno:

 
Risulta che il tempo medio dall’allertamento all’arrivo sul target sarebbe di 31 minuti (14 minuti per partire e 17 per arrivare). A prescindere dalle normative che regolano i tempi di soccorso, che qui vengono ampiamente superati, non pare accettabile una media di mezz’ora di attesa prima che un paziente verosimilmente critico o molto critico possa essere visto da un medico.
 
In realtà l’attesa è più lunga di quella che ci fa intendere la tabella presentata in audizione, infatti il primo dato temporale si riferisce al tempo intercorso tra “allertamento” e decollo, per cui si sarebbe portati a credere che il tempo decorra dal momento della telefonata di richiesta di soccorso al 112.
Ma non è così, qui per allertamento si intende l’ordine di partenza trasmesso all’equipaggio dell’eliambulanza da parte della SORES, dopo che questa ha ricevuto la richiesta di soccorso dal NUE 112.
La prima parte del tempo di soccorso, che è stata trascurata, va aggiunta e sono ulteriori 4 minuti e mezzo (dato ricavato dai resoconti dell’audizione in 3° Commissione dd 26 settembre 2017).
Quindi dall’allarme al target il tempo medio di soccorso risulta di non meno di 35 minuti.
 
Ma anche il secondo parametro riportato in tabella risulta fuorviante. Infatti con il termine target nel lessico dell’emergenza si indica il luogo dove si trova il paziente da soccorrere, invece nella tabella si intende per target la piazzola d’atterraggio più vicina al luogo dell’incidente, che è il vero target, dove l’équipe dell’eliambulanza deve recarsi dopo essere stata prelevata da un’autoambulanza, quindi ulteriori minuti, 5, 10 o forse anche più, a seconda della distanza.
 
Finalmente abbiamo la tempistica media REALE di arrivo sul target: 40 minuti. Ovvero il doppio di del tempo massimo di soccorso prescritto dalla normativa vigente, la DGR FVG 2039/2015 Piano Regionale Emergenza (pag. 14 dell’Allegato): Criticità per tempi di soccorso Il “tempo di soccorso” è il tempo che intercorre dal momento della chiamata al momento dell’arrivo del soccorso sul paziente. Gli standard temporali di soccorso sono di tipo normativo nazionale (8’ per le aree urbane e 20’ per le aree extraurbane) e di indirizzo europeo (18’ massimo) come indicato dal ”The European Emergency Data (EED) Project”.
 
Anche per il rientro in ospedale i tempi indicati in tabella non risultano reali, in quanto in parte trascurati e in parte fuorvianti; chi ha misurato il tempo medio di “approdo a piazzola hub” sembra essersi dimenticato di comprendervi anche il tempo tra il target e la piazzola spoke oltre che l’imbarco del paziente. Il tempo indicato da piazzola a ospedale di Udine è sottostimato di circa la metà: non considera i tempi di sbarco del paziente e forse raggiungere l’ospedale di Udine dall’aerobase di Campoformido richiede qualcosa di più di 8 minuti.
Così per il rientro si può valutare una tempistica media REALE di non meno di 40 minuti.
 
L’Assessore alla salute crede che all’efficacia dell’intervento contribuisca il fatto che “a bordo dell’apparecchio ci sono già anestesista e infermiere e viene di fatto ricreato un “piccolo ospedale” che presta le cure al paziente.”
Ciò poteva essere vero, ma solo in parte, nel secolo scorso. Da allora si sono fatti progressi nella medicina di emergenza, basti pensare all’emodinamica interventistica o alla terapia dell’ictus. Nell’infarto acuto di cuore ogni ritardo può voler dire un pezzo di cuore in meno, le stesse considerazioni possono farsi per il cervello in caso di ictus ischemico, per il traumatizzato il tempo di arrivo in sala operatoria può fare la differenza tra vita e morte.
 
Le tempistiche possono essere meglio spiegate traendo alcuni esempi dalle complessive 24 missioni notturne effettuate nel periodo 1 febbraio- 30 settembre 2018:

  1. 11 febbraio – Precipitazione dal secondo piano di edificio a Maniago, allarme: ore 01.00, ora arrivo all’ Ospedale di Udine 03.30, totale 2 ore e 30 minuti.
    Il target dista 45 km dall’ospedale di Udine ed è percorribile (stima percorsi Michelin) da un automezzo in 56 minuti, quindi tramite autoambulanza il paziente sarebbe arrivato all’ospedale di Udine almeno un’ora prima.
  2. 17 febbraio – Incidente stradale a Ronchi dei Legionari, allarme: ore 21.35. Codice giallo. L’ autoambulanza arriva poco prima delle 22. L’elicottero atterra a Ronchi alle 22.20. Il ferito entra a Cattinara alle 23.15.
    Il target dista 43 km da Cattinara ed è percorribile (stima percorsi Michelin) da un automezzo in 44 minuti, quindi utilizzando un’autoambulanza il paziente sarebbe arrivato a Cattinara almeno mezz’ora prima.
  3. 30 marzo – Trasporto secondario di un paziente critico dall’ospedale di Gorizia a quello di Udine. Allertamento elicottero: ore 19.00. Arrivo all’ospedale di Udine: ore 21.20.
    Praticamente 2 ore e mezza per coprire i 53 chilometri che separano Gorizia da Udine, un tempo quasi sovrapponibile a quello che impiegavano le CICLOBARELLE del Regio Esercito 100 anni fa.
  4. 6 giugno – Soccorso a Dogna- Chiusaforte. Allarme: ore 3.30 Decollo oltre mezz’ora dopo. Atterraggio a Chiusaforte: 4.30. Arrivo all’ospedale di Udine: 5.30.
    Il tragitto Dogna-Udine è percorribile (stima percorsi Michelin) da un automezzo in 1 ora. Per l’ospedalizzazione tramite eliambulanza ci sono volute 2 ore.
  5. 16 settembre – Incidente stradale a Maniago. Allarme: ore 2.30. Decollo dopo 50 minuti. Arrivo all’ospedale di Udine: 4.45.
    Il tragitto Maniago-Udine (45 km) è percorribile (stima percorsi Michelin) da un automezzo in 56 minuti, Due ore e un quarto per l’ospedalizzazione tramite eliambulanza.

Nei casi sopra descritti non sono riportate le condizioni cliniche dei pazienti, in quanto è difficilissimo avere ulteriori dettagli sull’attività dell’elisoccorso. Comunque sembra che il paziente riferito al soccorso dell’11 febbraio a Maniago sarebbe deceduto poco dopo l’arrivo all’ospedale, forse per lesioni interne emorragiche; se ciò fosse confermato si aprirebbero pesantissimi interrogativi sulle responsabilità di chi ha mantenuto in essere un’attività che rallenterebbe oltremisura i tempi di soccorso e di ospedalizzazione.
A seguire prossimamente l’analisi sull’efficienza dell’elisoccorso notturno e quindi la sintesi finale sul rapporto costi/benefici.
 
Walter Zalukar
Presidente Associazione Costituzione 32
 

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